Quante volte abbiamo sentito dire che il burro è un alimento così grasso da nuocere alla nostra salute? Oppure in quante occasioni ci è stato consigliato di sostituirlo con la margarina “che fa meno male”? Se consideriamo anche il fatto che in Italia la produzione di latte è principalmente impiegata per produrre i formaggi, capiamo che nella nostra cultura il burro è sempre stato considerato un mero prodotto di scarto.

Occorre però sfatare il mito secondo il quale il burro rappresenta la principale causa dell’aumento di peso e del cattivo colesterolo. Esso è ottenuto ovviamente dalla parte grassa del latte attraverso un processo specifico detto “di inversione”. Il risultato equivale ad un composto con una percentuale di grassi pari all’83% ma è anche un alimento ricco di calcio e di proteine.

Recenti studi statunitensi hanno dimostrato quanto sia importante l’impiego del burro all’interno di un piano alimentare sano ed equilibrato e quanto i suoi valori nutrizionali giovino in realtà alla nostra salute. È infatti emerso, con grande sorpresa, che se si assume giornalmente una dose moderata di burro si agevola il processo di lipolisi all’interno delle nostre cellule, favorendo così la diminuzione della massa grassa.

Resta comunque confermato che l’abuso di tale alimento coincide con il progressivo aumento di peso. Il fatto che il burro possa addirittura aiutare il processo di dimagrimento rassicura però coloro che vogliono perdere dei chili e non vogliono rinunciare alla bontà e al gusto.

Un altro luogo comune è rappresentato dalla convinzione che il burro possa negli anni causare infarti o patologie cardiovascolari. Non c’è informazione più falsa di questa, in quanto il burro, e in generale i latticini, contiene vitamine importantissime per la salute dell’apparato cardio-circolatorio come per esempio le vitamine A, D e B12.

Uno studio pubblicato dall’European Journal of Nutrition era proprio incentrato sul rapporto tra il consumo di prodotti caseari ricchi di grassi e la percentuale di obesità delle persone. Non venne poi dimostrato nulla di certo in quanto non c’erano sufficienti prove a sostegno di questa tesi.

È noto a tutti che il burro contiene molto colesterolo. Generalmente si parla di 250mg/100g di prodotto. I nutrizionisti per questo motivo consigliano l’assunzione giornaliera di un massimo di 10g di burro, dose che contribuisce alla salute di arterie, membrane e ormoni.

Ingenuamente quando sentiamo parlare di colesterolo ci allarmiamo, pensando che si tratti solo ed esclusivamente di quello detto “cattivo”. In realtà, il burro assieme ad altri grassi definiti “buoni” fa molto bene alla nostra salute se viene associato ad uno stile di vita sano. È stato dimostrato che questo alimento, all’interno del nostro organismo, svolge una funzione anti-ossidante.

Altri falsi miti riguardante questo integratore alimentare sono quelli che lo vedono come una della cause principali del cancro. Questa convinzione aveva preso piede negli anni Quaranta. A sostegno di questa tesi c’era anche uno studio che, negli anni successivi, risultò fasullo: venne scoperto che i grassi analizzati in laboratorio non erano altro che quelli idrogenati contenuti nella margarina, prodotto caldamente consigliato perché visto come “sostituto salutare” del burro.

Sempre parlando della correlazione tra burro e cancro, è stato dimostrato come i componenti di questo prodotto, in particolare la vitamina D e il calcio, siano ottimi alleati per la prevenzione del cancro al seno.

Si può dire quindi che non sempre ciò che è grasso nuoce alla salute, anzi! Questa analisi dimostra come sia importante integrare la propria dieta con grassi buoni, che permettono il regolare benessere del nostro organismo e sfata numerose ed errate convinzioni riguardo questo alimento.